C.H.U.D.

GENERE: horror, fantascienza
ANNO: 1984
PAESE: U.S.A.
DURATA: 88 minuti
REGIA: Douglas Cheek
CAST: Daniel Stern, John Heard, Kim Greist, Christopher Curry, Laure Mattos, Brenda Currin
C.H.U.D. è un fanta-horror, o se si preferisce un eco-horror all’acqua di rose, ma declina il genere mischiandolo con la commedia, scelta quasi obbligatoria per un film in cui le fogne di New York vengono contaminate da rifiuti radioattivi, e questa contaminazione trasforma alcuni vagabondi che vi avevano trovato rifugio in mostri assassini.
Il film ebbe una effimera notorietà mainstream qualche anno fa quando Paolo Bonolis, noto personaggio televisivo, ma pure improbabile appassionato di horror, per ragioni imperscrutabili, lo citò in un’intervista a Geppi Cucciari, seppur con toni tutt’altro che entusiastici e chiamandolo impropriamente ‘Orrore dalle fogne’’. Non siamo peraltro di fronte ad un film che si prende troppo sul serio (e come potrebbe essere diversamente quando i protagonisti sono dei mostri che escono dalle fogne), se pochi secondi dopo l’inizio un ubriaco sentenzia ‘Mi rimane così poco tempo da vivere e così tanto da bere’, una frase che vale da sola la visione della pellicola, ed insieme impone il suo inserimento nella categoria dei cult-movies, o forse, più propriamente, in quella dei guilty pleasures, se è vero che tutto sommato Bonolis ha ragione, C.H.U.D. è divertente se visto con lo spirito giusto, ma di certo è lontano dall’essere definibile un fine capolavoro di sceneggiatura.

Un fotografo, George Cooper, ottiene una certa notorietà realizzando un servizio su un gruppo di vagabondi che vive nelle fogne di New York. Trovandosi nei guai, la Signora Monroe lo chiama in suo aiuto alla stazione di polizia, trattenuta dopo aver tentato di rubare una pistola ad un poliziotto. Quando l’anziana viene rilasciata conduce Cooper nel suo rifugio sotterraneo dal fratello gravemente ferito, il quale afferma di essere stato attaccato da uno strano mostro mutante. Nel frattempo la polizia indaga su alcune persone misteriosamente scomparse mentre passeggiano per le strade della città, e scopre così che la comunità che vive nelle fogne è stata misteriosamente decimata. Val, uno dei pochi sopravvissuti, parla di strane creature sia alla polizia che ad A.J., un uomo che gestisce una mensa per i poveri, ma trattandosi di una persona con noti disturbi mentali, Val non viene creduto dagli inquirenti.
Quando scompare misteriosamente sua moglie, il Capitano Bosch decide di battere tutte le piste, per cui contatta anche A.J., che gli mostra le prove che ha raccolto con l’aiuto di Val e lo porta nelle fogne, dove i due incontrano una strana creatura umanoide radioattiva. Rivolgendosi ai suoi superiori, Bosch intuisce che la situazione è ben nota ai piani alti, ma Wilson, a capo delle operazioni, cerca di buttare acqua sul fuoco pur essendo evidente che la cosa gli sta scappando dalle mani. In quello che inizialmente era stato descritto come un incidente in fase di trasferimento di materiale militare, il Capitano Bosch scopre le vere responsabilità di Wilson, che da tempo usa le fogne della città come deposito per rifiuti tossici di ogni genere, di provenienza militare ed industriale e per questo tenta di cancellare le prove contro di lui pompando del gas nel sottosuolo per far scoppiare tutto, uccidendo nel contempo i mutanti. Con l’aiuto di Cooper ed A.J., Bosch riuscirà comunque a risolvere la situazione ed inchiodare Wilson.
Ebbene sì, nella sua disarmante pochezza C.H.U.D., acronimo di Cannibal Humanoid Underground Dweller (Umanoidi cannibali abitanti dei sottorrenei), che poi diventa Contamination Hazard Urban Disposal (Smaltimento urbano di rifiuti pericolosi contaminati) quando viene scoperto il progetto di Wilson, è comunque in grado di accompagnare lo spettatore in una serata autenticamente trash, in cui i propositi ambientalisti della sceneggiatura si perdono in mezzo ad una evidente limitatezza della storia, vagamente ispirata a ‘Non prendete quel metrò’ di Gary Sherman.
L’inesperto regista Douglas Cheek, che prima e dopo C.H.U.D. ha fatto ben poco nell’industria cinematografica, pur supportato da un budget discreto ed un cast non male (John Heard, Daniel Stern e Kim Greist tra gli altri), non spinge però a sufficienza sul tasto del gore né su quello della commedia, rimanendo a metà del guado, e tiene anche il ritmo delle scene di azione troppo basso, in un film in cui le creature, oltretutto, non sono particolarmente riuscite. Oltre al cast però salvano la baracca la musica (di David A. Hughes) e l’ambientazione newyorkese, vera carta vincente della pellicola.



