…A TUTTE LE AUTO DELLA POLIZIA

...A TUTTE LE AUTO DELLA POLIZIA

i cinenauti recensioni film serie tv cinema a tutte le auto della polizia

GENERE:         thriller, poliziottesco, giallo

ANNO:             1975

PAESE:             Italia

DURATA:         90 min 

REGIA:             Mario Caiano

CAST:               Gabriele Ferzetti, Enrico Maria Salerno, Antonio Sabato, Luciana Paluzzi, Elio Zamuto

...A Tutte Le Auto Della Polizia è un efficace ibrido del 1975 diretto da Mario Caiano che fonde poliziottesco, giallo erotico e cinema di denuncia. Tratto dai racconti di Felisatti e Pittorru (autori della serie Qui Squadra Mobile), il film segue l'indagine sulla scomparsa e l'omicidio della figlia di un noto chirurgo nella Roma bene.

Nel 1973 gli scrittori e sceneggiatori ferraresi Massimo Felisatti e Fabio Pittorru creano la serie di grande successo popolare Qui Squadra Mobile, composta di sei episodi diretti da Anton Giulio Majano nei quali viene rappresentato un apparato poliziesco intento a dipanare fatti di cronaca nera servendosi di strumenti tecnologici all’avanguardia; tra i personaggi più in vista si segnalano il capo della squadra mobile Antonio Carraro (interpretato da Giancarlo Sbragia), il capo della sezione omicidi Fernando Solmi (Orazio Orlando) e l’ispettrice Giovanna Nunziante (Stefanella Giovannini).


Nello stesso anno i due pubblicano per Garzanti due racconti intitolati A Scopo Di Libidine e Telefoni Sotto Controllo, riuniti col titolo Violenza A Roma; l’intento della casa editrice è quello di cavalcare il successo dei gialli di Giorgio Scerbanenco, così gli autori recuperano i personaggi divenuti già familiari al pubblico televisivo immergendoli però in storie più torbide ed esplicite dal punto di vista della violenza; …A Tutte Le Auto Della Polizia costituisce il terzo lato di questa curiosa triangolazione tra piccolo schermo e narrativa di genere, essendo tratto nel 1975 dal primo di questi romanzi brevi, nel quale una ragazzina della Roma “bene”, figlia di un noto chirurgo, scompare per poi venire ritrovata uccisa nelle acque di un lago.

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Il film viene affidato a Mario Caiano, formatosi come archeologo per poi divenire uno di quegli artigiani (detto, lo precisiamo, in senso puramente elogiativo) capaci di girare prodotti più che dignitosi anche con pochi mezzi; il regista romano, seguendo le coordinate tracciate nello script, imbastisce, grazie anche ad un uso sapiente del flashback, un poliziesco teso e serrato che, se nella prima parte poggia sulle procedure investigative restituite con dovizia di particolari, strada facendo si arricchisce di un lato carnale legato alla prostituzione minorile (nello sfoggio di nudi adolescenziali spicca quello di una allora semisconosciuta Ilona Staller) sino ad un climax finale sfociante nel puro thriller argentiano, con tanto di soggettive del killer in guanti neri e almeno un omicidio col rasoio (quello di Carla), debordante nello splatter, di notevole impatto per potenza figurativa e scelte di montaggio, senza contare un certo afflato da cinema di “denuncia” che emerge chiaramente tra le pieghe; di quest’ultimo aspetto si fa soprattutto latore il commissario “di sinistra” Solmi, qui interpretato da Antonio Sabàto, mosso da una rabbia malcelata nei confronti di una borghesia (qui in particolare contestualizzata nell’ambito dei “baroni” della sanità privata) ipocrita da “vizi privati e pubbliche virtù”, che lascia andare “fuori strada” le proprie figlie dopo averle cresciute con l’unico valore dell’agiatezza economica (mentre lui, padre rimasto precocemente vedovo, si fa in quattro sentendo sulle proprie spalle la responsabilità dell’educazione del figlio), e in generale di un sistema corrotto col quale persino le forze dell’ordine devono infine venire a patti, mentre più cauti ma non meno disillusi appaiono, a ricomporre il già noto terzetto, i colleghi Carraro (il grande Enrico Maria Salerno, punta di diamante di un cast che comprende anche un altro peso massimo come Gabriele Ferzetti nei panni del professor Icardi) e Nunziante (Luciana Paluzzi) – mentre curiosamente Elio Zamuto, che nella serie tv interpretava il capo della sezione rapine Argento (!), qui viene riposizionato come assassino… -.

Girato tra il lago Albano e vari punti di Roma, …A Tutte Le Auto Della Polizia è un film che colpisce perchè va dritto al punto sia a livello concettuale che visivo, senza concedersi digressioni leggere o edulcoramenti di sorta, ed è per questo che da subito ha attirato le attenzioni della censura, rimanendo poi negli anni piuttosto in ombra rispetto a tanti prodotti coevi anche decisamente meno validi e di impatto: è tempo dunque di riscoprirlo e di rivalutarlo come merita.

Vuoi saperne di più su questo filone tutto italiano? Leggi qui l’articolo di approfondimento sul “thriller lolitesco”.

John il boia Ruth

Sono Gilberto, alias John il boia Ruth, la mente che ha dato forma a questo progetto. Nella vita mi occupo di web: dal marketing alla grafica, dalla progettazione di siti ai Social Network. Ne I Cinenauti ho voluto fondere il mio lavoro, che amo, con la mia più grande passione, il cinema. Prediligo gli horror, meglio se estremi e disturbanti, i thriller, i fantasy e i film d'azione. Insomma divoro qualsiasi cosa cercando di non farmi condizionare dai pregiudizi.