‘Antologia di Spoon River il cinelibro’ presentato al Cineclub Lunigiana di Aulla (Ms)

In un’epoca dominata dallo streaming, un gruppo di giovani scommette sul ritorno della sala ad Aulla. Tra le mura storiche di Palazzo Centurione, il Cineclub Lunigiana inaugura il 2026 ospitando Paola Settimini e il suo viaggio filmico tra le rime dell’Antologia di Spoon River.

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Quella dei cineclub è stata per anni una realtà estremamente importante per la diffusione della cultura cinematografica, una funzione che si esplicitava sia nella promozione di opere che per mille motivi risultavano di scarso appeal commerciale, che, direi soprattutto, nel sostituirsi ai vecchi cinema di paese, in tutti quei piccoli centri e luoghi periferici nei quali un esercizio commerciale non risultava finanziariamente proficuo.

Purtroppo, così come già accaduto in passato ai piccoli cinema (a dire il vero in tempi più recenti anche a quelli grandi), anche i cineclub hanno negli ultimi anni attraversato una intensa fase di crisi, legata a molteplici ragioni, dai costi di gestione lievitati nel tempo allo scarso supporto delle istituzioni, fino alle complessità burocratiche legate a qualsiasi attività amatoriale, anche se no-profit. Più di tutte però sono le metodologie di fruizione alternativa dei contenuti audiovisivi ad aver colpito i cineclub, in particolare i vari servizi di streaming che offrono allo spettatore un facile, per quanto spesso limitato nella scelta, accesso ai contenuti.

In quest’ottica è lodevole vedere che un piccolo gruppo di giovani appassionati abbiano ancora la forza di provare a costituire un nuovo Cineclub in una cittadina che, pur contando oltre 10000 abitanti, non ha più una sala cinematografica da molti anni. Sto parlando del Cineclub Lunigiana, attivo da qualche mese ad Aulla, che a fianco alla propria regolare attività ha aggiunto una serie di incontri con gli autori definiti ‘Salotto cinematografico’.

Dopo un primo incontro quasi sperimentale con l’attrice Ilaria Monfardini a fine 2025 si è svolto pochi giorni fa, nella Sala delle Muse, il secondo appuntamento, con l’idea di renderlo un evento a cadenza mensile. La sala, piccola ma ben attrezzata, è ubicata nel suggestivo Palazzo Centurione, di proprietà del Comune di Aulla. Il palazzo, miracolosamente scampato alla distruzione del borgo, bombardato durante la seconda guerra mondiale, si trova nei pressi dell’abbazia di San Caprasio e venne costruito per volere della famiglia genovese dei Centurione, signori di Aulla dal 1543 al 1715, e successivamente ampliato dai Malaspina nel XVIII secolo.

Ospite della serata di apertura del ‘Salotto cinematografico’ del 2026 è stata la regista e giornalista spezzina Paola Settimini che, accompagnata in sala da alcuni attori, ha presentato l’opera ‘Antologia di Spoon River il cinelibro’ (puoi leggere qui la nostra recensione). Come si evince dal titolo il film si ispira alla collezione di poesie in versi liberi dell’autore americano Edgar Lee Masters, realizzata nei primi anni del ‘900.

Ogni poesia, scritta sotto forma di epitaffio, racconta la vita dei residenti dell’immaginario villaggio di Spoon River fornendo uno spaccato, pregno di critiche politiche e sociali, della vita nella provincia americana di quegli anni. In Italia l’opera fu pubblicata durante il ventennio fascista, tradotta da Fernanda Pivano sotto l’impulso di Cesare Pavese, grande estimatore della letteratura americana in generale, e dell’opera di Masters in particolare. Per la pubblicazione del libro, che vista la sua origine geografica (ma soprattutto culturale) era severamente vietata, si usò uno stratagemma, attribuendo la paternità del libro ad un autore inesistente, cosa che non salvò tuttavia la traduttrice dall’arresto da parte del regime quando la verità venne fuori.

L’opera della Settimini, a metà tra finzione e documentario, alterna la lettura di una ventina di epitaffi da parte di vari attori (tra gli altri Francesco Testi, Ilaria Monfardini e Katia La Galante), al commento critico e storiografico di tre preziosi narratori, Giordano Giannini, Ivan Merenda e Fabio Nardini, è inoltre presente nel cast Chiara Santucci, che interpreta il ruolo di Fernanda Pivano.

A seguito della visione del film si è sviluppato in sala un interessante dibattito, che ha finito per incentrarsi sulla incredibile modernità degli elementi narrativi del libro di Edgar Lee Masters, anche alla luce della situazione geopolitica odierna.

Hannibal the Cannibal

Il mio nome è Cristiano, alias Hannibal the Cannibal, sono cresciuto girovagando con la famiglia al seguito di mio padre, che si spostava molto per lavoro, ho seguito le sue orme lavorando alcuni anni in Nord Africa. Nel nuovo millennio sono tornato 'a casa' ed oggi sono lead programmer in una azienda che crea software gestionali. Amo tutto il cinema ma sono attratto in modo particolare dal cinema 'di genere' e da tutto ciò che è di nicchia.