Un manga che racconta con semplicità e dolcezza il legame speciale tra umani e animali. "Sono un gatto anzi un cane" di Katana Sajima, pubblicato da Toshokan, è una storia che sa toccare il cuore senza essere mai pesante o pretenziosa.

SCHEDA TECNICA
- Genere: Slice of Life, Drammatico, Animali
- Target: Josei/Seinen
- Anno di inizio: 2020 (pubblicazione web), 2022 (volume tankōbon)
- Mangaka: Katana Sajima (沙嶋カタナ)
- Casa editrice (Giappone): Shōdensha (serializzato su “Season Jam” e raccolto in FC Jam/FEEL Comics)
- Distributore (Italia): Toshokan
- L’opera raccoglie 6 storie brevi incentrate sul legame tra gatti e umani
“Sono un gatto anzi un cane” è una di quelle opere che ti sorprendono per la loro capacità di raccontare storie semplici ma profonde. Pubblicato in Italia da Toshokan, casa editrice che continua a stupirmi per le scelte originali del suo catalogo, questo manga di Katana Sajima parte da un’idea tanto fantasiosa quanto toccante: un cane abbandonato che muore e rinasce nel corpo di un gatto.
La storia inizia con un cane che, abbandonato dai suoi proprietari, muore e rinasce come gattino che viene subito trovato e salvato da una giovane adolescente, Miki. Il nostro protagonista a quattro zampe, sebbene deluso e ferito dal comportamento degli esseri umani, si affeziona subito a lei, ma c’è un problema: la ragazza preferisce i cani e sta pensando di dare via il micio. Da qui parte un racconto dolce e malinconico che ci mostra il mondo attraverso gli occhi di un animale che cerca disperatamente di farsi amare per quello che è, anche se il suo corpo non corrisponde alla sua vera natura.
Quello che mi ha colpito di più è come Sajima riesca a raccontare i pensieri e le emozioni degli animali in modo credibile. Non si tratta di animali che parlano o ragionano come umani, ma di una rappresentazione delicata di come potrebbero vedere il mondo i nostri amici a quattro zampe. Ogni proprietario di animali riconoscerà situazioni familiari: l’attesa dietro la porta, lo sguardo che cerca attenzione, la coda che si muove per la felicità, le piccole gelosie e i grandi affetti.
Potrei definire il manga come appartenente al genere slice of life, ciò significa che non ci sono grandi colpi di scena o battaglie epiche. Sono le piccole cose della vita quotidiana a fare la differenza: una carezza, un pasto condiviso, un momento di gioco, ma anche la paura dell’abbandono, la tristezza della solitudine, la gioia del ritrovarsi. Questi momenti sono raccontati con una leggerezza che non toglie nulla alla loro profondità emotiva.
I disegni di Sajima sono semplici ma efficaci. Non servono effetti speciali quando riesci a catturare perfettamente l’espressione di un gatto che in realtà pensa come un cane, o lo sguardo di una ragazza che lentamente si innamora di questo strano micio che si comporta in modo così particolare. Le tavole scorrono fluide, alternando momenti buffi ad altri che ti stringono il cuore.

Una delle cose che apprezzo di più è che quest’opera non fa morali stucchevoli. Non ti dice che devi amare gli animali o che abbandonarli è sbagliato. Semplicemente ti mostra delle storie, ti fa entrare nella testa di questi personaggi sia pelosetti che umani, e ti lascia trarre le tue conclusioni. È un approccio rispettoso del lettore che rende la lettura ancora più piacevole.
La protagonista umana, Miki, è ben caratterizzata. Non è perfetta, ha le sue preferenze e i suoi pregiudizi (preferisce i cani ai gatti), ma proprio per questo risulta vera. Il suo percorso di accettazione e amore verso questo felino speciale è graduale e credibile. Non c’è nessuna conversione miracolosa, solo la lenta costruzione di un rapporto basato sulla quotidianità condivisa.
Chi ha animali domestici si ritroverà sicuramente in molte situazioni. Ricordo mentre leggevo di aver pensato più volte alla mia gatta Zoe e a certi suoi comportamenti che improvvisamente assumevano un nuovo significato. Ma credo che il manga possa piacere anche a chi non ha mai avuto animali, proprio perché offre uno sguardo su questo mondo di affetti puri e incondizionati che spesso ci sfugge nella vita di tutti i giorni.
Il tema della seconda possibilità è centrale nell’opera. Il cane che rinasce come gatto è una bella metafora su come la vita possa offrire nuove opportunità in forme che non ci aspettiamo. E su come l’amore vero vada oltre le apparenze: il protagonista è amato non perché è un gatto o un cane, ma per quello che è nel profondo.
“Sono un gatto anzi un cane” non è un manga che cambierà la storia del fumetto giapponese. Non ha pretese rivoluzionarie né messaggi complessi da decifrare. È semplicemente una storia ben raccontata su quello che significa amare ed essere amati, vista attraverso gli occhi innocenti di un esseruccio indifeso che vuole solo trovare casa. E forse, nella sua semplicità, sta la sua forza più grande.
Se cerchi azione, combattimenti o trame intricate, questa non è la lettura che fa per te. Ma se vuoi leggere qualcosa che ti scaldi il cuore, che ti faccia sorridere e magari versare qualche lacrima, che ti ricordi quanto può essere bello e semplice l’amore tra un umano e il suo animale, allora “Sono un gatto anzi un cane” te lo consiglio con tutto il cuore. È uno di quei manga che, secondo me, lasciano un segno proprio perché non cercano di impressionare, ma solo di raccontare con onestà e delicatezza una storia d’amore universale.
Se vuoi saperne di più ti lascio il link alla pagina della Toshokan, clicca qui.




