A 110 anni dalla sua nascita letteraria, l'Antologia di Spoon River risorge in una veste cinematografica che promette di scuotere le coscienze. Paola Settimini porta sul grande schermo le voci dei defunti di Edgar Lee Masters in "Antologia di Spoon River – il CineLibro", un lungometraggio che trasforma 244 epitaffi in confessioni viscerali, dove gli spettri del piccolo cimitero americano si liberano finalmente dal peso del silenzio.
L’anteprima mondiale, avvenuta il 9 aprile 2025 presso il Centro Studi Americani di Roma, segna un momento storico nel dialogo tra letteratura e cinema. Non si tratta di una semplice trasposizione, ma di una reinvenzione coraggiosa che mantiene intatta la forza dirompente dell’originale mentre esplora nuovi linguaggi espressivi.
Il progetto, nato dalla collaborazione tra Associazione Cinema e Cultura, I Cinenauti e Cut-up Publishing, si presenta come un “CineLibro” – un’opera ibrida che fonde la potenza evocativa della parola scritta con l’immediatezza emotiva dell’immagine in movimento. Sotto la regia di Settimini, affiancata da Stefania Martinico ed Emanuela Puccetti, e attraverso l’obiettivo di Francesco Tassara alla fotografia e montaggio, il cimitero di Spoon River diventa uno spazio dove i confini tra vita e morte sfumano, lasciando emergere verità crude che i vivi non osano pronunciare.
Un cast corale di straordinario talento dà corpo e voce a questi fantasmi parlanti. Silvia Amorfini, Francesco Testi, Gianluca Magni, Ivan Mirenda, Sandro Tore, Chiara Santucci, Federico Mariotti, Irene Baruffetti e Ilaria Monfardini tra gli altri, incarnano le anime tormentate del villaggio immaginario, restituendo con intensità struggente i loro rimpianti, le passioni segrete, i sogni traditi. Ogni attore diventa portavoce di un’umanità universale, dove le piccole storie individuali si intrecciano nel grande affresco della condizione umana.

La scelta del Centro Studi Americani come location per la première non è casuale. In questo luogo simbolo del dialogo culturale tra Italia e Stati Uniti, l’opera di Masters – quintessenza dell’America rurale del primo Novecento – trova una nuova risonanza contemporanea, dimostrando come certi temi trascendano epoche e geografie.
“Antologia di Spoon River – il CineLibro” si annuncia come un’esperienza cinematografica che va oltre l’intrattenimento, invitando lo spettatore a confrontarsi con le proprie ombre, con tutto ciò che resta non detto nella vita quotidiana. È un film che interroga il pubblico sulla natura della verità, sul peso dei segreti, sulla libertà che paradossalmente può nascere solo quando non c’è più nulla da perdere.
Un’opera necessaria, che arriva in un momento in cui il cinema cerca nuove strade per raccontare l’essenza dell’essere umano.




