La serata finale della seconda edizione di Lunigiana Doc si è tenuta il 19 Aprile 2026 nella suggestiva cornice del Centro Didattico Tiziano Mannoni di Filattiera (MS), a pochi metri dall’antica Pieve romanica di Santo Stefano di Sorano.
L’evento, nato per promuovere il territorio della Lunigiana Storica e diffondere la cultura cinematografica, si è sviluppato da un’idea dei Cinenauti in collaborazione con il Comune di Filattiera, il supporto tecnico del Cineclub Lunigiana e la supervisione logistica di SIGERIC.
Dopo la proiezione dei cortometraggi in concorso ed un commosso ricordo del regista e scrittore Montereggino Giacomo Maucci, prematuramente scomparso alcuni mesi fa, si sono svolte le premiazioni dei vincitori selezionati dalla giuria, coordinata dal regista Fabio Ravioli, presidente del Cineclub Lunigiana, e composta da giornalisti e professionisti del settore.
Ospite della serata è stato il regista Francesco Tassara, attualmente sugli schermi con la sua ultima opera, ‘0187 UFO’, che dopo una breve intervista afferente il suo lavoro, sia in ambito documentaristico che nel cinema di finzione, ha presentato ai numerosi spettatori presenti in sala il suo ‘Noir’, un cortometraggio assai attuale, che dipinge l’atmosfera di degrado e violenza che affligge le città italiane in questi tempi cupi. Francesco ha dato infine appuntamento ai presenti il 4 Giugno, ad Aulla, quando sarà ospite del Cineclub Lunigiana e verrà proiettato il lungometraggio ‘Cose nere’.
A tutti i vincitori sono stati donati dall’artista Graziana Gussoni dei pregevoli disegni a china di sua produzione.
Il premio al miglior film è stato presentato dal consigliere comunale Alessandro Martinelli e consegnato dal sindaco di Filattiera Annalisa Folloni, a “Ci salvarono gli alberi”, di Elisabetta Dini.
Sono stati inoltre premiati “Libri In Spalla Il Mondo Ai Piedi. La Storia Dei Librai Senza Confini” di Emilio Amorfini e Giacomo Maucci, come miglior cortometraggio storico od etnografico, “Il ritorno di Dante” di Lorenzo Zappalà come miglior cortometraggio naturalistico o paesaggistico, Giacomo Maucci ed Emilio Amorfini per la regia di “Libri In Spalla Il Mondo Ai Piedi. La Storia Dei Librai Senza Confini”, Corrado Armanetti per la fotografia di “Green wind”, Sergio Longhi per il montaggio di “Borgo S.Anna Di Caprio – Il Borgo Dei Gatti Silenziosi”. Una menzione speciale della giuria denominata ‘Premio Lunigiana Doc Futuro‘ è andata infine ai giovani studenti del liceo di Villafranca per “Leodegar – Una Voce Dalla Pietra”, la proposta più giovane che si è segnalata per il merito di aver acceso i riflettori su un documento epigrafico di eccezionale importanza per il territorio.
Segue una breve descrizione di tutte le opere in concorso.
“Ci salvarono gli alberi”, di Elisabetta Dini
Il documentario racconta la guerra attraverso le testimonianze di chi l’ha vissuta nei paesini del Comune di Fivizzano nei quali i nazifascisti, dopo alcuni scontri con i partigiani locali, nell’Agosto del 1944 iniziarono un rastrellamento che si trasformò rapidamente in un massacro, che causò centinaia di morti tra la popolazione inerme. Un elaborato di pregevole fattura tecnica e di grande valore etico e documentale che ci riporta, con lo scopo di custodirne la memoria e di farne auspicabilmente tesoro in chiave presente e futura, ai drammatici eventi accaduti in Lunigiana nelle ultime battute della seconda guerra mondiale. Progetto realizzato con la collaborazione degli alunni della Scuola Elementare di Monzone.
“Libri In Spalla Il Mondo Ai Piedi. La Storia Dei Librai Senza Confini” di Emilio Amorfini e Giacomo Maucci
La storia di agricoltori e venditori di pietre che si inventarono un nuovo mestiere ed una nuova vita, diventando librai ambulanti e che, fin dall’800, da Montereggio e dintorni macinarono chilometri per andare a vendere le loro merci prima in tutta Italia, poi anche in Europa. Tratto da ‘Il libro nella gerla’ scritto dal coregista Giacomo Maucci, il cortometraggio è una storia di fatica e di ingegno che dimostra come la più compiuta delle rivoluzioni possa passare soltanto attraverso la cultura come forma di emancipazione e di fratellanza universale.
“Il ritorno di Dante” di Lorenzo Zappalà
Un viaggio in prima persona, tra presente e passato, usando una telecamera montata sul casco del giovane autore, che pedala nei luoghi nei quali si trovò a transitare anche il sommo poeta Dante 700 anni fa, ospitato dai marchesi della Lunigiana, i Malaspina.
“Green wind” di Corrado Armanetti
Una videopoesia di grande lirismo che accompagna le parole in inglese del Californiano, ma originario di Bagnone, Paul Vangelisti, ad immagini caratteristiche della Lunigiana, in un ideale abbraccio sentimentale. In parallelo il testo è recitato in italiano dalla Professoressa Cristiana Baldini con la traduzione di Pierluigi Simonini.
“Borgo S.Anna Di Caprio – Il Borgo Dei Gatti Silenziosi” di Sergio Longhi
Il borgo di Caprio sorge nella valle dell’omonimo torrente, sulla sua riva destra, in un luogo che per secoli ha rappresentato un punto strategico fondamentale. Da qui si controllavano i passaggi tra la Lunigiana, l’Appennino e la Pianura Padana, lungo antichi percorsi che hanno visto transitare viandanti, mercanti ed eserciti. Nel fondovalle del Magra correva la Via Francigena, mentre poco lontano la Via Lombarda risaliva verso il Passo del Cirone, mettendo in comunicazione la Toscana con la valle del Parma. Caprio si trovava così in una delicata area di confine, contesa tra il Libero Comune di Pontremoli e i territori dei marchesi Malaspina di Filattiera. In assenza di un castello vero e proprio, la difesa del borgo era affidata a un sistema diffuso di case-torri, ancora oggi riconoscibili e caratteristiche della valle del Caprio. Pur essendo un piccolo borgo, faceva parte di due diocesi, Luni e Brugnato. La chiesa di Santa Maria Assunta divenne parrocchia autonoma nel 1492 e, nel 1812, Caprio arrivò persino a essere comune autonomo, prima di essere nuovamente accorpato. Passeggiando oggi tra i vicoli del borgo si riconosce ancora l’impianto urbanistico medievale: archi in pietra, portali in arenaria, passaggi stretti e verticali che raccontano un passato di difesa e presidio del territorio. Negli ultimi anni Caprio ha saputo rinnovarsi senza tradirsi, diventando il “Borgo dei gatti silenziosi”, un progetto nato dagli abitanti per valorizzare il centro storico con sensibilità e rispetto. Il video di Sergio Longhi nasce come un omaggio a questo luogo e alla sua storia, fatta di confini, passaggi e memoria.
“Leodegar – Una Voce Dalla Pietra” degli Studenti dei licei Lunigianesi, Sezione Scientifico
Nella chiesa di San Giorgio a Filattiera, si conserva un documento epigrafico di eccezionale importanza, la cosiddetta Lapide di Leodegar, che nel commemorare la morte dell’alto personaggio (molto probabilmente un vescovo) avvenuta nel 752, ricorda il compito affidatogli: quello di estirpare dalla regione le pratiche pagane ancora in uso. Nella lapide, purtroppo parzialmente rovinata dal tempo, si legge: “idola fregit”, cioè “ruppe gli idoli” che in molti hanno identificato con le statue stele lunigianesi, risalenti all’età del bronzo e del ferro






